Cosa vuol dire, in concreto, «chiavi in mano»
In una ristrutturazione tradizionale il proprietario si trova spesso a coordinare da solo muratori, idraulici, elettricisti, posatori e fornitori. Ognuno ha i suoi tempi, e ogni ritardo si riflette sugli altri.
Con un approccio chiavi in mano c'è un solo riferimento che organizza le lavorazioni concordate nel loro ordine corretto. Il perimetro non è uguale per tutti: lo definiamo nel preventivo, voce per voce.
Le lavorazioni che possono rientrare
- demolizioni, rimozioni e smaltimento dei materiali di risulta;
- murature, tramezzi e ridistribuzione degli spazi interni;
- rifacimento degli impianti, eseguito secondo quanto previsto dal progetto;
- massetti, pavimenti e rivestimenti;
- bagni e cucine;
- intonaci, rasature e tinteggiature;
- posa di serramenti e porte interne, quando previsti.
Le attività tecniche e le eventuali pratiche edilizie vengono definite in base al progetto e ai professionisti incaricati.
Il preventivo come strumento di chiarezza
Un preventivo utile non è solo una cifra finale. Descrive le lavorazioni, indica i materiali previsti e specifica ciò che resta escluso — per esempio arredi, elettrodomestici o finiture scelte successivamente. Lo costruiamo dopo il sopralluogo e lo discutiamo insieme prima della firma.
Varianti in corso d'opera
Cambiare idea su una finitura o scoprire un imprevisto dietro un muro è normale. Ciò che conta è come lo si gestisce: ogni variante viene descritta, valutata e concordata prima di essere eseguita.
Torino: case diverse, esigenze diverse
A Torino convivono palazzi d'epoca con soffitti alti, condomini del dopoguerra e costruzioni più recenti. Ognuno richiede attenzioni diverse in fase di sopralluogo: impianti datati, solai, accessi, orari e regole condominiali. Per questo il primo passo è sempre vedere la casa.
Lavoriamo anche nella cintura sud e in collina: vedi le zone servite.
